Art. 24 (patrimonio)
Il patrimonio dell'Azienda è costituito:
1.a) dai beni mobili e immobili già di proprietà
dell'Istituto Autonomo per le Case Popolari della Provincia di Padova
e dai rapporti attivi e passivi già esistenti per il citato
Istituto;
b) da eredità, lasciti, donazioni ed elargizioni che pervengano
all'Azienda, previa accettazione da parte del Consiglio di Amministrazione;
c) dal patrimonio degli altri enti o Istituti di Case Popolari
e delle gestioni comunali e provinciali per le case popolari e delle
gestioni speciali di cui venga disposta la fusione o incorporazione
nell'Azienda;
d) da tutti gli apporti di carattere patrimoniale conseguenti a
disposizioni legislative;
e) dal fondo di riserva ordinario e dagli utili devoluti ad aumento
del capitale;
f) da tutti i beni ed i fondi liquidi comunque acquisiti in proprietà
dall'Azienda nell'esercizio delle proprie attività.
2. L'Azienda ha la piena disponibilità del patrimonio aziendale
secondo il regime del Codice Civile, in quanto compatibile.
3. L'Azienda può formare o avere quote di partecipazione
in società od enti aventi attività collaterali o complementari
oltre a quelle indicate nel precedente art. 2.
Art. 25 (fonti di finanziamento)
1. L'Azienda provvede al raggiungimento dei propri scopi mediante:
a) rimborsi per spese tecniche e generali relative ai programmi
di edilizia residenziale pubblica, nella misura stabilita dalla
Giunta regionale;
b) una quota dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia
residenziale pubblica, quale rimborso spese generali di amministrazione
e di manutenzione, secondo i criteri e le modalità stabilite
dalla normativa vigente;
c) i canoni di locazione di unità abitative e/o commerciali
di proprietà dell'Azienda e non di edilizia residenziale
pubblica;
d) finanziamenti reperiti sul mercato finanziario ed obbligazionario;
e) alienazione del patrimonio immobiliare, nel rispetto delle disposizioni
di legge nazionali e regionali vigenti;
f) contributi in conto capitale o in conto interessi dello Stato,
della Regione, di altri enti pubblici o di terzi;
g) l'utilizzo di altre fonti di autofinanziamento e con le somme
accantonate per TFR, fino ad una percentuale massima del 70% dell'accantonamento;
h) l'utilizzo di aperture di credito in conto corrente bancario
per esigenze di cassa, ricorrendo anche ad anticipazioni a breve
su mutui concessi nonché su crediti certi verso enti del
settore pubblico;
i) gli ulteriori proventi derivanti dalle attività previste
dall'art. 2;
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